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It Follows

sabato 9 Luglio, 2016 | di Luca Giagnorio
It Follows
In sala
13
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Horror mancati di mezza estate
La calda estate italiana per i cinefili è un periodo complicato: tra sale chiuse per ferie e arene all’aperto che ripropongono i titoli della stagione appena trascorsa, si può contare sulla presenza salvifica di qualche festival di cinema nell’attesa del più importante, a Venezia, che darà ufficialmente inizio al nuovo anno.

Pensando all’oggi la programmazione nostrana offre per lo più blockbuster americani, horror e, come tappabuchi, qualche “film invisibile”, quei titoli cioè che vengono fatti uscire a grande distanza dalla loro presentazione (come nel caso di The Zero Theorem di Terry Gilliam,mediacritica_it_follows_290 ora nelle sale a tre anni dalla “prima”).
Rientra nelle ultime due categorie It Follows, secondo lungometraggio di David Robert Mitchell: è un horror ed è stato presentato a Toronto nel 2014. Il film possiede tutti gli stilemi del prodotto indie americano di genere: ambientazione di provincia, assenza o quasi di effetti speciali, attori non particolarmente noti, una regia che “si fa sentire” (soggettive, carrelli, panoramiche, macchina a mano), fotografia con luci naturali. Tutto ben confezionato, peccato che, apprezzato l’involucro, manchi quasi totalmente il contenuto. La storia di Jay, ragazza perseguitata da silenziose “presenze” visibili solo a lei che la seguono ovunque vada, presenta intuizioni interessanti, ma che non sono ben sviluppate. Per esempio l’idea che tutto nasca in seguito al contagio della giovane tramite un rapporto sessuale con un coetaneo è uno spunto narrativo intrigante (chissà cosa ne avrebbero ricavato registi come Park Chan-wook e David Cronenberg), che però viene in parte abbandonato, in parte trattato in modo totalmente innocuo e superficiale (l’amico d’infanzia, innamorato da sempre di Jay, che si offre di andare a letto con lei per “salvarla”). Ancora, la trama è confusa e le “presenze” persecutrici sono irrisolte, non spiegate, non si sa nulla di loro salvo che, simil zombie, si muovono lentamente e sono assai dure a morire. Ciò che lascia interdetti è che It Follows riesca nell’impresa di far vacillare la sospensione del senso d’incredulità, già di per sé robusto quando ci si approccia al genere horror, da parte dello spettatore. Come diretta conseguenza i momenti clou sono ben poco spaventosi, al contrario i (troppi) tempi morti – le immancabili inquadrature di altalene vuote che dondolano; lo stormire “minaccioso” delle foglie; la camera-car sulle strade della profonda provincia americana – instillano, grazie al bel lavoro alla colonna sonora, una certa inquietudine. Nonostante il buon successo di pubblico faccia presagire un sequel (come l’ammiccante finale aperto auspicava), siamo in presenza di un’opera trascurabile, al contrario per esempio del recente Babadook, un paragone legittimo per genere, budget, stile ed esperienza dei registi.

It Follows [id., USA 2014] REGIA David Robert Mitchell.
CAST Maika Monroe, Keir Gilchrist, Jake Weary, Lili Sepe, Daniel Zovatto.
SCENEGGIATURA David Robert Mitchell. FOTOGRAFIA Mike Gioulakis. MUSICHE Steven Kowalski.
Horror, durata 94 minuti.

13 Comments

  1. Letal says:

    Credo ci sia molto di più di quanto non si veda in questo capolavoro che trascende l’idea stessa di cinema horror. Proprio questo è il punto di forza di un film profondissimo nella sua inquieta ansia di mostrare la società americana stretta in un circolo vizioso fatto di violenza, omologazione e sogni infranti. Gli altri due grandissimi horror della stagione – The Witch e The Neon demon – fanno della loro diversificazione il loro punto di forza: filologico il primo, di superficie limpidissima il secondo. Non hanno nulla a che fare con It Follows, eccetto che per le giovani donne vessate, ma fanno gridare al miracolo per l’eterogeneo panorama horror stagionale! It Follows, un capolavoro che non si potrà replicare tanto facilmente.

  2. Luca says:

    Sarebbe stato un piacere per me trovarlo il capolavoro che non è, mi sarei goduto decisamente di più i 94 (che mi sono parsi eterni) minuti.

    • Letal says:

      Ma sì, alla fine è questione di gusti 🙂

      • Luca says:

        Sì, i gusti contano. Cioè io potrei certamente dire che 2001 di Kubrick non mi piace, ma rimane, al di là dei miei gusti personali, un capolavoro della fantascienza (e non solo).
        Andrei cauto ad accostare la parola capolavoro a It follows, può piacere o meno, ma non è certamente un film perfetto nella regia e nella sceneggiatura, né rivoluzionario nel suo genere, particolarmente innovativo e originale. Insomma non è oggettivamente un grande film, al netto dei gusti personali.
        Questa almeno è la mia opinione 🙂

  3. Waltere says:

    E sticazzi, a me è parso un bel film! Comunque, complimenti per la rivista, l’ho scoperta da poco e me ‘ntrippa ‘na cifra!

  4. pollos says:

    ooh finalmente una recensione che ridimensiona un film sopravvalutato da molta critica.. a parte due o tre momenti riusciti niente di che, e la scena della piscina ridicola..

  5. Spencer says:

    Io invece l’ho trovato un ottimo horror, che secondo me omaggia sia Carpenter che “Il bacio della pantera”.

  6. Stefano says:

    Ho apprezzato un sacco la colonna sonora rétro

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